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La geografia ed idrografia delle vie navigabili tra Svizzera e il Mare Adriatico, dal Lago Maggiore a Venezia attraverso Milano verso la fine del XIX secolo: le osservazioni del 1886 del geografo Élisée Reclus sul bacino del Po (con prologo e qualche ipotesi preistorica e storica sulla navigazione nelle Alpi)

Sintesi del testo sulla preistoria e Reclus Il documento si articola in tre blocchi: 1. Prologo storico-idrografico — presenta l’opera di Élisée Reclus (19 volumi, 1875-1894) e la sua descrizione del 1886 della rete Locarno-Lago Maggiore-Ticino-Milano-Po-Adriatico come asse di navigazione interna europea, poi progressivamente ostacolata da dighe idroelettriche e ponti (prima centrale idroelettrica italiana: Bertini, Adda, 1895). Include un approfondimento sulla piena del 1868 — il livello più alto mai registrato sul Verbano (6,96 m sopra lo zero di Sesto Calende, contro 4,62 m nel 2000) — con le lapidi commemorative di Locarno e Sesto Calende, il contesto geomorfologico (bacino ripido, rocce cristalline, massima piovosità svizzera) e il dato che la copertura forestale nel 1868 era solo la metà di quella attuale, complice il disboscamento per l’export verso la Lombardia. 2. Divagazione preistorica — ripercorre, per ipotesi, l’evoluzione del bacino dal Messiniano (5,3-7,2 milioni di anni fa) attraverso l’era glaciale (ghiaccio di 1000 m, 20.000 anni fa), il ritiro glaciale (16.000 anni fa) fino alle prime comunità di cacciatori-pescatori (Uomo di Similaun, cultura dei Terramare nell’Età del Bronzo) e all’avvio della navigazione moderna (il piroscafo Verbano, varato a Locarno-Muralto nel 1826). 3. Estratti tradotti di Reclus (1876, Nuova Geografia Universale, vol. 1) — la parte più densa: descrive la regressione delle rive del Verbano per apporto alluvionale (Gordola, Magadino, golfo di Locarno, lago di Mergozzo), la funzione regolatrice dei laghi alpini su piene e siccità, e soprattutto l’idrografia artificiale del Po — la Lombardia come “classico Paese dell’irrigazione, modello per tutta l’Europa”, con Naviglio Grande (XII secolo, dal Ticino), Muzza (XIII secolo, dall’Adda — definita da Reclus “il fiume artificiale più copioso del mondo” fino ai canali indiani) e Martesana (completata da Leonardo da Vinci). Chiude con un excursus sulle città della pianura padana (Milano, Pavia, Mantova, Verona, Venezia) e una conclusione dell’autore: la diga della Miorina (1943) ha ridotto le grandi oscillazioni di livello descritte da Reclus.

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