L'impatto climatico su fiumi e laghi e sulla navigabilità: la lezione di Arona
Premessa di collocamento temporale Questo resoconto ricostruisce la relazione del prof. Alessandro Pezzoli (Università di Torino / Politecnico di Torino) al convegno “Idrovia e mobilità: stato dell’arte, risultati e prospettive”, tenutosi ad Arona il 5 ottobre 2022 nel quadro del progetto Interreg Italia-Svizzera Slowmove. Il testo — dati, proiezioni climatiche e considerazioni del relatore, così come le riflessioni personali dell’autore — è scritto deliberatamente “in presa diretta”, cioè nella prospettiva e con le informazioni disponibili nell’autunno 2022: non contiene aggiornamenti relativi a eventi, dati scientifici o sviluppi politico-istituzionali successivi a quella data (compresi, ad esempio, i più recenti sviluppi sulla regolazione del Lago Maggiore o l’evoluzione della crisi energetica europea). Il layout è stato rivisto editorialmente il 1° settembre 2026 in vista della pubblicazione, senza alcuna modifica di contenuto, dati o giudizi rispetto alla versione originale. Sintesi dell’articolo e dell’analisi L’articolo riporta l’intervento di Pezzoli, che inquadra il Lago Maggiore e l’asse idroviario Locarno-Milano come oggetto di analisi climatica ed economica, richiamando una letteratura già consolidata sul nesso tra clima e trasporti fluviali — dallo studio di rassegna di Koetse & Rietveld (2009) ai due studi sulla navigazione renana di Jonkeren, Jourquin & Rietveld (2011) e di Jonkeren, Rietveld, van Ommeren & te Linde (2014), che quantificano perdite di carico e di benessere economico legate ai bassi livelli idrici del Reno. Applicando questo tipo di analisi al contesto locale, Pezzoli presenta proiezioni climatiche e idrologiche su tre punti-modello (Lago Maggiore/Verbania, Lonate Pozzolo, Milano), costruite sui dataset Copernicus ERA5, Euro-CORDEX ed E-HYPE, secondo gli scenari IPCC RCP 2.6 e RCP 8.5. I risultati indicano un aumento di temperatura compreso tra +1°C (scenario favorevole, orizzonte 2060) e +4,5°C (scenario sfavorevole, orizzonte 2100), con la traiettoria osservata già più vicina allo scenario pessimistico; sul fronte delle portate, il segno resta complessivamente positivo ma il regime idrologico si sposta stagionalmente — più deflusso invernale, meno estivo — in modo coerente sui tre punti, incluso il Lago Maggiore. Da qui derivano due implicazioni pratiche: un possibile spostamento invernale del turismo dalla montagna verso i laghi, e la necessità di strategie di adattamento per la navigazione nei periodi di magra estiva. Il testo si chiude con due sezioni esplicitamente qualificate come riflessione personale dell’autore, distinte dai dati del relatore: la prima propone un parallelo con il progetto Interreg STRADA (2010-2013) sulla regolazione condivisa dei laghi Maggiore e di Lugano, ipotizzando un coordinamento dei rilasci a fini anche di continuità navigabile; la seconda inquadra il contesto energetico dell’autunno 2022 — guerra in Ucraina, crisi energetica europea, scenari SSP dell’IPCC — e il paradosso di una propulsione nautica elettrica non necessariamente sostenibile se alimentata da fonti fossili, con un richiamo al pacchetto “Fit for 55” della Commissione europea.
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