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11 July 2026 · navigazione-acque · relazioni-ch-it

Cambiare gestione non basta, il lago deve tornare a vivere

L'articolo del Corriere del Ticino riporta la posizione di Niccolò Salvioni, presidente dell'Associazione Locarno-Milano-Venezia, sulla recente decisione del Consiglio di Stato ticinese di affidare alle Fart (Ferrovie e autolinee regionali ticinesi) la gestione della navigazione sul Lago Maggiore, in sostituzione della Società di navigazione del Lago di Lugano (SNL) — che ha già annunciato di voler impugnare legalmente la decisione. Tesi centrale: per Salvioni la «svolta Fart» rappresenta «un cambio di paradigma necessario, ma non sufficiente». Il semplice avvicendamento di gestore non basta: il Cantone deve recuperare una vera regia politica e pianificatoria sul bacino, dopo decenni in cui la navigazione interna è stata delegata ad altri (prima alla Gestione governativa dei laghi Maggiore, di Garda e di Como, poi alla SNL) senza mai costruire una politica propria. Critiche principali: La navigazione è sempre stata trattata come servizio accessorio nei piani direttori, mai come infrastruttura strategica Prevale una cultura politica che vede il lago come «margine» o confine, non come corridoio di mobilità I Comuni rivieraschi restano introflessi nei propri confini amministrativi, con piani regolatori che trattano la riva come semplice linea di chiusura del territorio edificabile Proposte avanzate: Rivedere la Convenzione italo-svizzera del 1992, il Piano settoriale federale e "Trasporti '45" Riformare il funzionamento della Commissione mista italo-svizzera, con un mandato negoziale esplicito del Consiglio federale Inserire esplicitamente il Verbano nei piani federali dei trasporti Rivedere la pianificazione cantonale e comunale per integrare davvero il lago come corridoio di multimobilità Costruire cooperazione tra Cantone, Comuni e attori turistici per una strategia non solo cantonale ma macroregionale e internazionale Il modello Fart viene giudicato più adatto della SNL perché potrebbe fare delle Fart un interlocutore unico per il Cantone, capace di integrare lago, ferrovia e autobus in un'unica pianificazione territoriale — ma il successo dell'operazione, sottolinea Salvioni, dipenderà dalla capacità di costruire consenso e di tradurre questi principi in una vera agenda di riforma, non solo in testi ufficiali.

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