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Boschi e clima: il taglio di Berna e il paradosso ticinese

Il paradosso ticinese del bosco Il taglio federale 2027 all'adattamento climatico dei boschi e il sotto-finanziamento strutturale del Ticino Sintesi esecutiva A inizio agosto 2026 il Consiglio federale, per voce del capo del DATEC Albert Rösti, ha stralciato dalla pianificazione finanziaria a partire dal 2027 i fondi specificamente destinati all'adattamento dei boschi ai cambiamenti climatici, nel quadro del pacchetto di risparmio EP27. La reazione istintiva ticinese — protesta contro il disimpegno federale — è però mal calibrata. Il taglio colpirà il Ticino meno di ogni altro cantone alpino, perché il Cantone riceve già oggi da Berna un cofinanziamento forestale strutturalmente basso. Il problema reale non è la decisione del 2027, ma lo squilibrio che la precede: circa 12 CHF/ha di contributo federale, contro 89-152 CHF/ha degli altri cantoni alpini e prealpini. Questo report ne ricostruisce le cause, i rischi connessi e le linee d'azione per il Cantone. Dati chiave ● Contributo federale 2024: ~1,78 mio CHF al Ticino, a fronte di ~14,2 mio CHF di spesa cantonale (autofinanziamento all'87%). ● Patrimonio forestale: 146.118 ha, terzo del Paese dopo Grigioni (216.000) e Berna (179.184), superiore a Vallese e Vaud. ● Indice delle risorse: ~91 punti (2024-2025), solo moderatamente sotto la media svizzera di 100 — il divario non è spiegabile con la perequazione. ● Rischio incendi: interfaccia bosco-abitato pari al 17% della superficie forestale; incendi in calo (2,44 ha nel 2025, minimo storico) ma trend globale delle perdite assicurate in forte crescita (Swiss Re: dal 2% pre-2015 al 10-11% attuale). ● Assetto proprietario: ~80% pubblico, di cui il grosso in capo a 255 patriziati (75-79% dell'intera superficie boschiva). Cantone Superficie boschiva Contributo fed. / ha: Vallese ~120.000 ha ~152 CHF/ha Grigioni 216.000 ha ~143 CHF/ha Berna 179.184 ha ~98 CHF/ha Vaud 127.775 ha ~89 CHF/ha Ticino 146.118 ha ~12 CHF/ha Analisi Perché il Ticino riceve così poco. Non per capacità finanziaria: l'indice delle risorse esclude una logica perequativa. La spiegazione è tecnica. Berna ripartisce la quota principale dei sussidi «Bosco» (forfait di 5.000 CHF/ha) in base al bosco di protezione classificato secondo SilvaProtect-CH, non alla superficie totale, applicando inoltre tariffe crescenti per fascia altimetrica (fino a 1.400 CHF/ha nelle Alpi, fascia del Ticino). Che il Ticino, pur nella fascia più remunerativa, resti ultimo suggerisce due ipotesi — non confermate su fonte primaria: una quota di bosco riconosciuta come protezione inferiore a quella degli altri cantoni alpini, oppure un minore utilizzo storico dei programmi federali. È il primo nodo da occorrerebbe chiarire con la Sezione forestale. Il rischio territoriale. Il bosco copre oltre metà del Cantone ma si concentra sui versanti; il fondovalle, dove vive il 90% della popolazione, ospita solo il 3% del bosco. Il rischio d'incendio si addensa quindi nella fascia d'interfaccia. Manca in Svizzera — lo riconosce l'UFAM — una base legale per la protezione antincendio degli edifici, analoga al débroussaillement francese. Il caso californiano (ritiro degli assicuratori, esposizione del FAIR Plan cresciuta da 50 a 458 mia USD tra 2018 e 2024) mostra dove porta l'inazione: l'onere della prevenzione ricade comunque sul proprietario, ma in emergenza e a costi molto superiori. La variabile istituzionale. Le dimissioni di Claudio Zali (fine settembre 2026) aprono la successione al Dipartimento del territorio, con l'ingresso in Governo di Piero Marchesi (UDC), primo subentrante della lista Lega-UDC. L'attribuzione dei dipartimenti spetta all'Esecutivo e non è acquisita, ma il ricambio coincide con la fase in cui il Cantone dovrebbe far valere a Berna la propria posizione sui fondi «Bosco». Resta aperta la questione se il dossier sarà trattato come interesse cantonale trasversale. Raccomandazioni 1. Chiarimento tecnico prioritario. Ottenere dalla Sezione forestale un'analisi pubblica sul divario di cofinanziamento per ettaro, distinguendo la componente di classificazione (bosco di protezione SilvaProtect-CH) da quella di mobilitazione dei programmi, in vista del negoziato NPC 2028-2031. 2. Strategia comunicativa sui dati WSL 2025. Utilizzare il Rapporto forestale per motivare presso l'opinione pubblica un eventuale aumento della spesa cantonale a compensazione del disimpegno federale, valorizzando il fatto che il Ticino già sostiene la quota maggioritaria dell'onere. 3. Colmatura della lacuna normativa. Valutare l'introduzione di obblighi ragionevoli di manutenzione preventiva nelle fasce d'interfaccia (modello francese), come alternativa ordinata e anticipata allo scenario californiano di scarico del rischio sul privato. 4. Cooperazione operativa transfrontaliera. Rafforzare gli accordi con il Piemonte per l'accesso rapido ai mezzi aerei di spegnimento, sul precedente del Monte Gambarogno 2022, per mitigare nel breve periodo l'effetto del minor sostegno federale. 5. Coordinamento con i patriziati. Impostare qualsiasi politica di prevenzione in concertazione con la rete dei 255 patriziati, riconoscendo il ruolo di regia e cofinanziamento cantonale a fronte della frammentazione proprietaria.

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