Histoire
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10 juillet 2023
IT
La géographie et l'hydrographie des voies navigables entre la Suisse et la mer Adriatique, du lac Majeur à Venise en passant par Milan, vers la fin du XIXe siècle : les observations de 1886 du géographe Élisée Reclus sur le bassin du Pô (avec un prologue et quelques hypothèses préhistoriques et historiques sur la navigation dans les Alpes)
Sintesi del testo sulla preistoria e Reclus Il documento si articola in tre blocchi: 1. Prologo storico-idrografico — presenta l’opera di Élisée Reclus (19 volumi, 1875-1894) e la sua descrizione del 1886 della rete Locarno-Lago Maggiore-Ticino-Milano-Po-Adriatico come asse di navigazione interna europea, poi progressivamente ostacolata da dighe idroelettriche e ponti (prima centrale idroelettrica italiana: Bertini, Adda, 1895). Include un approfondimento sulla piena del 1868 — il livello più alto mai registrato sul Verbano (6,96 m sopra lo zero di Sesto Calende, contro 4,62 m nel 2000) — con le lapidi commemorative di Locarno e Sesto Calende, il contesto geomorfologico (bacino ripido, rocce cristalline, massima piovosità svizzera) e il dato che la copertura forestale nel 1868 era solo la metà di quella attuale, complice il disboscamento per l’export verso la Lombardia. 2. Divagazione preistorica — ripercorre, per ipotesi, l’evoluzione del bacino dal Messiniano (5,3-7,2 milioni di anni fa) attraverso l’era glaciale (ghiaccio di 1000 m, 20.000 anni fa), il ritiro glaciale (16.000 anni fa) fino alle prime comunità di cacciatori-pescatori (Uomo di Similaun, cultura dei Terramare nell’Età del Bronzo) e all’avvio della navigazione moderna (il piroscafo Verbano, varato a Locarno-Muralto nel 1826). 3. Estratti tradotti di Reclus (1876, Nuova Geografia Universale, vol. 1) — la parte più densa: descrive la regressione delle rive del Verbano per apporto alluvionale (Gordola, Magadino, golfo di Locarno, lago di Mergozzo), la funzione regolatrice dei laghi alpini su piene e siccità, e soprattutto l’idrografia artificiale del Po — la Lombardia come “classico Paese dell’irrigazione, modello per tutta l’Europa”, con Naviglio Grande (XII secolo, dal Ticino), Muzza (XIII secolo, dall’Adda — definita da Reclus “il fiume artificiale più copioso del mondo” fino ai canali indiani) e Martesana (completata da Leonardo da Vinci). Chiude con un excursus sulle città della pianura padana (Milano, Pavia, Mantova, Verona, Venezia) e una conclusione dell’autore: la diga della Miorina (1943) ha ridotto le grandi oscillazioni di livello descritte da Reclus.